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20 Febbraio 2020
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Il “Trono di Dio” per il Re dei pianeti
La foto di apertura di questo mese, di taglio paesaggistico, riprende Giove in procinto di tramontare dietro il Monte Pelmo accompagnato da tre satelliti medicei. Tutto l’insieme ricorda una famosa e analoga foto scattata da Claudio Pra (vedi Coelum n. 149), che poi diede il via all’idea del concorso fotografico Ritratto di Lune con Giove. Questa bellissima riedizione di quella foto è stata realizzata da Marcella Giulia Pace (ehi, avete fatto caso che negli ultimi tempi stanno aumentando le quote rosa anche nell’astrofotografia? E con che qualità!) in località Peaio, un paesino del Cadore a cui fanno da cornice due delle montagne più amate delle Dolomiti: il Pelmo e l’Antelao. Marcella insegna nella scuola Primaria di Cortina D’Ampezzo ed è appassionata di astronomia da anni; fa parte, come l’amica Giorgia Hofer, dell’Associazione Astronomica di Cortina e il suo principale interesse sono i fenomeni ottici atmosferici. Gestisce infatti il sito http://greenflash.photo/ dove mette a disposizione degli interessati la sua personale raccolta di immagini su fenomeni ottici atmosferici registrati nella provincia di Ragusa e in Cadore (non a caso, le due latitudini estreme dell’Italia). La foto è stata ripresa il 31 gennaio scorso 2015 alle 6:40 con una Canon Powershot sx50HS; zoom a 50x (215 mm di focale); posa di 1 secondo a 200 ISO. Il pianeta era alto circa 15°, e la distanza angolare tra Ganimede e Callisto (la luna più a sinistra e quella più a destra) era di circa 10 primi d’arco. Abbiamo comunque lasciato alla stessa Marcella il compito di descrivere la genesi del suo lavoro.

«Mi sono trasferita in Cadore da pochi mesi e subito mi sono data da fare per scegliere una postazione favorevole per le osservazioni del cielo e per gli scatti notturni, trovandola a Peaio, un paese con pochi abitanti e poca illuminazione. Da tempo volevo provare a fotografare il Raggio Verde di Giove e ho aspettato per mesi che il pianeta tramontasse dietro il Pelmo (ben visibile dal terrazzo di casa mia) per studiarlo e trovare le giuste condizioni atmosferiche e di luce per riprendere il suo ultimo bagliore prima della sparizione dietro le creste. Per quasi tutto il periodo di dicembre e gennaio Giove tramontava proprio dietro il Pelmo e io, per parecchi giorni, mi sono svegliata poco prima dell’alba sperando di riuscire nell’impresa e cercando di imparare dai continui insuccessi. Quella mattina del 31 gennaio 2015 approfittai dell’ora blu che precede l’alba per avere quel tocco di luce in più che la mia Canon da sola non mi concedeva e notai che, con quelle condizioni di luce, i satelliti sembravano risplendere più delle
altre volte e che il Pelmo, con la sua neve, era ancora più visibile, quasi a voler imitare la luminosità di Giove. Anche quella volta Giove non emise il raggio verde ma mi regalò, quasi come ricompensa, questo
quadro di bianco luminoso contrastato dal blu del cielo. Lui, il Dio dell’Olimpo portava i suoi figlioletti (da sinistra Ganimede, Europa, Callisto, mentre Io era quasi eclissato da Giove) nella sua residenza invernale: sul “Trono di Dio”, così come la gente del luogo ha battezzato familiarmente questa montagna, probabilmente a causa della caratteristica forma di Trono, in dialetto cadorino “il Caregon”».

giove trono pace

Samuele Gasparini

Ecco le più belle immagini dei lettori selezionate per voi dalla Redazione e pubblicate su Coelum questo mese:

Giove all’opposizione
Emanuele De Giorgio – Roma

A giove degiorgio

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi in merito, guardando questa bella ripresa di Giove si convincerà del fatto che, se assistiti da un seeing all’altezza, gli astroimager italiani non hanno nulla da invidiare ai
colleghi stranieri nella capacità tecnica di cogliere i più piccoli dettagli dell’atmosfera gioviana. Reduce dall’opposizione raggiunta il 6 febbraio, il gigante gassoso si mostra nella foto, realizzata alle 21:32 TU del 19, con un diametro angolare di 45″. I dati di ripresa sono i seguenti: camera monocromatica QHY5L2 su Newton autocostruito da 16″. Elaborazione in LRGB tramite l’acquisizione di tre filmati da 200 secondi per canale (con un seeing “buono”, secondo l’autore, soltanto durante la ripresa in R). Derotazione con il software Winjupos. Luogo di ripresa: un cortile del quartiere Monteverde di Roma! Il nord del pianeta è in basso.

La Testa della Strega
Sergio Bove – Capannoli (PI)

B witch head bove

Un po’ fuori posto in mezzo a tanta fotografia planetaria, ecco una delle più singolari e suggestive nebulose dei nostri cieli, la famosa Witch Head, altrimenti conosciuta come IC 2118. Si tratta di una nebulosa a riflessione distante circa 685 anni luce, illuminata dalla brillante stella Rigel (β Orionis), situata circa due gradi a est. L’oggetto è molto debole e, quindi, tanto più meritevole di elogio l’autore
della foto che è riuscito a rendere molto bene l’aspetto della “strega” con un rifrattore di appena 65 mm di diametro! La ripresa è stata realizzata dalle 21:40 alle 23:10 dell’11 febbraio scorso con una Camera CCD QHY8L su Quadrupletto TS APO65Q (diametro 65 mm focale 400 mm). Numero di immagini acquisite 9 x 600 secondi. Il campo inquadrato è di circa 3°, il nord è in basso.

Congiunzione tra Nettuno e Venere
Gerardo Sbarufatti – Caselle Landi

C venere nettuno sbarufatti

Fotografia abbastanza inusuale, questa, certamente non spettacolare ma molto evocativa. L’oggetto più evidente è sicuramente Venere, ripreso alle 17:36 TU del 1 febbraio scorso quando si trovava a un’altezza di circa +8° sull’orizzonte ovest-sudovest… ma solo un osservatore esperto potrebbe capire che tra le stelle dell’Acquario c’è un puntino di troppo, e che quel puntino è niente di meno che il gigante Nettuno, distante da Venere circa 46′, ma in realtà più in là di 4,4 miliardi di chilometri. Canon 600D non modificata al fuoco di uno Skywatcher 80ed con riduttore a 510 mm di focale. Posa di 20 secondi a 400 ISO.

Giove tramonta sulle Marmarole
Giorgia Hofer – Cortina (BL)

D Giove hofer

Anche l’autrice di questa foto è iscritta come Marcella Pace all’Associazione Astronomica di Cortina, e recependo il consiglio di quest’ultima, qualche giorno dopo la ripresa di Giove sul Pelmo ha voluto ripetere
l’esperienza della sua amica sulle Marmarole. In questo caso la fotografia è stata scattata alle 5:48 TU del 4 febbraio con una Nikon d5100 con teleobiettivo Sigma 400 mm. Posa di 1,5 secondi a 1250 ISO. Giove era alto circa +10° e i satelliti sono da sinistra: Callisto, Europa, Io e Ganimede. Tra il primo e l’ultimo la distanza angolare è di 14′.

Congiunzione tra Venere e Marte
Claudio Pra – Alleghe (BL)

E venere marte pra

Ancora una foto paesaggistica di ambiente montano. Questa volta, sullo sfondo dell’abitato di Colle S. Lucia (BL) la protagonista è la congiunzione tra Venere e Marte, qui fotografata il 22 febbraio, la sera del massimo avvicinamento (28′). La presenza di una fitta nuvolaglia ha reso complicata la ripresa, infine riuscita approfittando del passaggio dei pianeti in uno dei pochi squarci di cielo liberi da nubi.
Canon EOS 700D con obiettivo da 18 mm di focale. Posa di 8 secondi a 1600 ISO.

La Stazione Spaziale sul Sole
Marco Meniero – Civitavecchia

F ISS sole meniero

Benché certe riprese non siano così rare e “impossibili” come un tempo, resta sempre una bella impresa quella di fotografare la ISS mentre transita velocemente sul disco solare. In questo caso l’autore c’è riuscito alle 15:58 locali del 14 febbraio scorso, approfittando del fatto che “l’ombra” della ISS passava proprio sopra Civitavecchia, la città in cui vive. Strumentazione: Canon Eos 5DMk3 su Tahakashi Toa130/1000, filtro prisma di Herschel Baader Coolceramic. L’immagine che vi mostriamo (un crop dell’intero disco) è stata realizzata unendo la foto in bianconero del Sole e della ISS, prese con modalità diverse, e poi elaborate in falsi colori (grazie a Cristian Fattinnanzi). In alto a sinistra, il riquadro mostra un ingrandimento della sagoma della Stazione.

Filamento record sul Sole
Fabrizio Biancardi – Savona

G filamento biancardi

Un filamento lungo più di mezzo milione di chilometri (in pratica, una protuberanza solare che si proietta sul disco assumendo l’aspetto di una linea sinuosa) ha fatto la sua apparizione sulla fotosfera i primi giorni di febbraio. L’autore l’ha prontamente fotografata alle 11:25 TU dell’8 febbraio realizzando un mosaico composto da tre diverse riprese.
Camera CCD Point Gray Chamaleon B/W al fuoco di un LUNT LS80T B1600 con filtro H-Alfa integrato. Barlow 2,5x per una focale complessiva di 1400 mm.

Io occulta parzialmente Europa
Fabrizio Battistini (Astrofili Cielo del Monferrato) – Odalengo Piccolo (AL)

H occult Europa battistini

In questo periodo stanno dando spettacolo i cosiddetti PHEMU, ovvero le occultazioni, le eclissi e i transiti dei satelliti Medicei (vedi su Coelum n. 82). Nel prossimo numero proporremo ai lettori le migliori immagini realizzate in Italia, e nel frattempo questo piccolo anticipo… La sera del 19 febbraio, alle ore 21:22 TL, il satellite Io ha occultato parzialmente Europa e il fenomeno è stato ripreso tramite una camera CCD P.G. Chameleon a colori applicata a uno SC da 203 mm f/10 portato a f/20 tramite lente di Barlow 2x. Somma di 881 frame su 1500. Nella visione d’insieme si apprezza sia l’occultazione che l’incombente disco di Giove, mentre nel riquadro in alto a destra un ingrandimento chiarisce meglio la geometria dell’incontro.

Passaggio notturno
Carlo Dellarole e Andrea Demarchi – Castellamonte (TO)

I paesaggio dellarole

Il 26 gennaio scorso un asteroide di 300 metri di diametro, 2004 BL86, si è avvicinato alla Terra fino a una distanza di 1,2 milioni di chilometri, sfrecciando velocissimo nei nostri cieli. Questa bella ripresa fotografica, realizzata verso le 5:00 TU del 27, mostra la traccia lasciata in circa 40 minuti di esposizione mentre l’asteroide attraversava da sud a nord l’ammasso del Presepe (M44) nel Cancro. Camera ripresa CCD MagZero QHY8L su Pentax 75 SDHF. Il nord è a destra, il campo è largo 2,5°.

La Lovejoy sulla Piccola Dumbbell
Rolando Ligustri – Latisana (UD)

L lovejoy ligustri

La mattina del 22 febbraio, verso le 8:45 TU, la testa della cometa C/2014 Q2 (Lovejoy) si è trovata a passare nel Perseo, circa 28′ a sudovest della nebulosa planetaria M76 (detta “La piccola Dumbbell”). L’autore di questa straordinaria immagine ha fotografato l’incontro, e anche una spettacolosa coda di 3° di lunghezza interessata da una clamorosa disconnessione.
La ripresa è stata realizzata in remoto utilizzando della strumentazione situata nel New Mexico: camera FLI ProLine PL11002M al fuoco di un Takahashi apo 106/530. Integrazione di 0,2 ore. Il campo inquadrato è largo 2,6°, la stella più luminosa è fi Persei, di mag. +4.

Le stelle fredde
Cristian Fattinnanzi – Macerata

M stelle fredde fattinnanzi

Un punto d’osservazione privilegiato: la vetta di Pizzo Meta, a 1650 metri, nella parte nord del parco nazionale dei monti Sibillini.
Una visione indimenticabile, che spazia dalla costa adriatica fino alla prima neve che spolvera le vette dei monti Sibillini, nel freddo silenzio della notte.
Canon 5dmark3 su zoom 16-35 F/4. Quattro pose da 2 minuti a 1600 ISO, di cui 2 con inseguimento del cielo con Minitrack LX.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.190 - 2015 alla pagina 42

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3 Commenti a “Galleria Fotografica”

  1. Sergio Bove scrive:

    Grazie di cuore alla redazione per aver bubblicato la mia foto “Testa di strega”.Saluti!

    Sergio Bove

  2. Giorgia Hofer scrive:

    Bravissima Marcella, te la meriti tutta questa pubblicazione ;)

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