Ultimi Articoli Pubblicati su coelum

C’è un’emozione particolare nel puntare il telescopio non verso una nebulosa o una galassia lontana, ma verso un altro strumento, un gioiello della tecnologia umana che a sua volta scruta l’Universo: il James Webb Space Telescope (JWST). L’idea di poterlo immortalare dalla Terra, a 1,5 milioni di chilometri di distanza, può sembrare quasi irrealizzabile. Eppure, con costanza, tecnica e un pizzico di fortuna, questa sfida può essere vinta anche da un astrofilo appassionato.
La spettroscopia permette di decifrare la luce degli astri come un'impronta digitale, rivelando dati su temperatura, composizione chimica e velocità. Gli astrofili possono contribuire alla ricerca monitorando corpi del Sistema Solare, nebulose e fenomeni transienti come le novae. L'uso di reticoli o spettroscopi a fenditura consente di produrre dati preziosi per database internazionali.  
Il resto di supernova SNR 0509-67.5 nella Grande Nube di Magellano mostra una bolla in espansione generata dall’esplosione di una nana bianca di tipo Ia. Le osservazioni del VLT rivelano un raro doppio guscio di calcio, indizio di una doppia detonazione che aiuta a comprendere l’origine delle supernove e a migliorare le misure cosmologiche.
La nebulosa a riflessione GN 04.32.8, nella Nube Molecolare del Toro a 480 anni luce, mostra un arco azzurro illuminato da tre giovani stelle, tra cui V1025 Tauri e HP Tauri. Le polveri diffondono la luce blu, mentre una protostella con disco protoplanetario emerge in basso. L’oggetto è debole ma osservabile in inverno con strumenti adeguati.
Intervista a Jill Tarter, pioniera del SETI e figura chiave nella ricerca scientifica di vita intelligente extraterrestre. Racconta lo sviluppo delle tecniche di rilevazione, le sfide del metodo scientifico, il ruolo della tecnologia, le difficoltà politiche e il futuro delle indagini su tecnofirme e pianeti abitabili.
NGC 1068 è una galassia a spirale con un nucleo galattico attivo alimentato da un enorme buco nero. È una rara sorgente che emette sia raggi gamma sia neutrini, rendendola un laboratorio unico per studiare i fenomeni più energetici dell’universo. Le osservazioni suggeriscono che le radiazioni ad alta energia vengano assorbite nelle regioni interne attorno al buco nero.
Nel 1968, durante la missione Apollo 8, gli astronauti osservarono la Terra sorgere oltre l’orizzonte lunare e scattarono la celebre foto Earthrise. L’immagine rivelò la fragilità e la bellezza del nostro pianeta, contribuendo a cambiare la percezione dell’umanità e a rafforzare la consapevolezza ambientale. Guardare la Terra dallo spazio mostra l’unità del genere umano e l’importanza di proteggere il nostro pianeta, obiettivo profondo dell’esplorazione spaziale.
Il rover PerseverIl rover Perseverance continua l’esplorazione del cratere Jezero analizzando megaripple inattivi e megabreccie che rivelano la complessa storia geologica di Marte. Nuovi studi sui dust devil aiutano a comprendere clima e venti del pianeta. Perseverance e TGO hanno osservato la cometa interstellare 3I/ATLAS. Nella formazione Bright Angel individuate tracce organiche e minerali potenzialmente legati ad antichi processi biologici, ma servirà riportare i campioni sulla Terra per conferme.
ShaRA#13 è un progetto d’imaging dedicato alla nebulosa NGC 6164, nota come Uovo di Drago, ripresa da due telescopi remoti in Cile con quasi 40 ore di esposizione. Il team ha combinato dati in banda larga e stretta, superando sfide tecniche di allineamento e fusione delle immagini, per ottenere un risultato di grande dettaglio e qualità.
La Lunar Gravitational-Wave Antenna (LGWA) mira a sfruttare la Luna come enorme rivelatore naturale di onde gravitazionali nella banda dei deci-hertz, finora inesplorata. Una rete di sensori ultra-sensibili, posizionati in regioni permanentemente in ombra del polo sud lunare, misurerà le minime vibrazioni del suolo per rivelare eventi cosmici come fusioni di buchi neri di massa intermedia e binarie di nane bianche
è online il numero 277 di Coelum Astronomia. La lettura è riservata a tutti gli abbonati in possesso del livello QUASAR sul sito. Se sei abbonato e non riesci ad accedere contatta la segreteria.
Le Meraviglie del Cosmo - La galassia a spirale NGC 4378, ripresa dal Vera C. Rubin Observatory, ospita un buco nero supermassiccio di circa cento milioni di masse solari, tipico delle galassie di Seyfert II. Situata nell’Ammasso della Vergine, mostra un nucleo brillante e un singolo braccio a spirale ricco di giovani stelle blu e gas ionizzato.

Cielo del Mese

Cielo del Mese

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Gennaio 2026 offre ottime opportunità di osservazione astronomica: la Luna attraversa tutte le fasi, dal primo giorno con 12 giorni di età fino al Plenilunio del 3 gennaio e al Novilunio del 18 gennaio, con dettagli geologici spettacolari come i crateri Schickard, Wargentin, Archimedes e Aristillus osservabili al telescopio. Numerose congiunzioni si verificano tra Luna, Giove, Saturno, Regolo e l’ammasso M45. La ISS offre passaggi visibili dal 13 al 29 gennaio. Il cielo invernale mostra costellazioni luminose come Toro e Auriga, con oggetti deep sky notevoli, tra cui le Pleiadi, la Nebulosa Granchio M1 e nebulose IC. Supernovae e Novae continuano a essere osservate, con scoperte in M31 e galassie distanti fino a 500 milioni di anni luce. Infine, la cometa 24P/Shaumasse raggiunge il perielio, visibile in gennaio per chi dispone di cieli scuri e strumenti adeguati.

La Luna del Mese – Gennaio 2026

Gennaio 2026 offre numerose occasioni per l’osservazione lunare: dalla Luna di 12 giorni del 1° gennaio, ideale per esplorare il quartetto di crateri Schickard, Nasmyth, Phocylides e Wargentin, fino alle fasi successive del ciclo lunare. Il Primo Quarto del 26 gennaio consentirà osservazioni dettagliate nell’area del Mare Imbrium, con crateri come Archimedes, Aristillus e Autolycus, oltre a interessanti falci e libramenti favorevoli.

SUPERNOVAE aggiornamenti del mese

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La rubrica di fine 2025 sulle supernovae e novae si chiude con risultati di grande rilievo: due novae scoperte in M31 dal team dell’Osservatorio di Monte Baldo, una rara e debolissima supernova di tipo Iax in M108, nuove scoperte internazionali in collaborazione con osservatori professionali e un bilancio che conferma il ruolo centrale degli astrofili nella ricerca sui transienti.

Transiti della ISS International Space Station

I Transiti maggiori nel nostro cielo della ISS International Space Station per il mese di Gennaio.

Le Costellazioni del Mese

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Nel cielo di gennaio 2026 spiccano le costellazioni del Toro e dell’Auriga, protagoniste dell’inverno boreale. Tra stelle luminose come Aldebaran e Capella, ammassi celebri come le Pleiadi e M36–M38, e spettacolari nebulose come il Granchio, il cielo racconta storie di miti antichi, supernove ed emozionanti osservazioni astronomiche.

Bilancio sulla cometa interstellare 3I ATLAS e sulla C/2025 K1 ATLAS

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Bilancio sulla cometa interstellare 3I ATLAS e sulla C/2025 K1 ATLAS
IL NUOVO LIBRO COELUM ASTRONOMIA 276 E’ DISPONIBILE PER LA PREVENDITA

 

News di Astronomia e Spazio

Partono i Lavori del CTAO: il Più Grande Osservatorio di Raggi Gamma al Mondo

Il 18 dicembre 2025 è iniziata la costruzione del Cherenkov Telescope Array Observatory, futuro più grande osservatorio di raggi gamma al mondo. Il sito sud, nel deserto di Atacama in Cile, offre condizioni ideali. Progetto internazionale con ruolo chiave dell’ESO, il CTAO studierà fenomeni cosmici estremi, materia oscura e raggi cosmici.

Astrobiologia e responsabilità scientifica: cosa ci insegnano quattro “false scoperte” di vita extraterrestre

L’astrobiologia cerca risposte alla domanda «Siamo soli nell’Universo?», ma la storia mostra quanto siano facili i falsi positivi. Dai canali di Marte alle sonde Viking, dalla fosfina su Venere al segnale BLC1, casi celebri hanno acceso entusiasmo per poi rivelarsi errori o fenomeni non biologici. Servono rigore, verifiche indipendenti e comunicare sempre l’incertezza, evitando conclusioni premature e illusioni.

ShaRA#13 – L’Uovo del Drago

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ShaRA#13 è un progetto d’imaging dedicato alla nebulosa NGC 6164, nota come Uovo di Drago, ripresa da due telescopi remoti in Cile con quasi 40 ore di esposizione. Il team ha combinato dati in banda larga e stretta, superando sfide tecniche di allineamento e fusione delle immagini, per ottenere un risultato di grande dettaglio e qualità.

CARMELO METEOR: Bollettino Mensile delle Radiometeore

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Il bollettino mensile delle radiometeore raccoglie i dati registrati dalla rete CARMELO, offrendo un quadro aggiornato sull’attività meteorica. Ogni mese vengono analizzati tasso orario, sciami attivi, durata e struttura degli echi radio, contribuendo alla comprensione dei meteoroidi e alla ricerca astronomica amatoriale.

Danni alla rampa di lancio di Baikonur dopo la missione Soyuz MS-28: rischi per...

Il lancio della Soyuz MS-28 del 27 novembre 2025 dalla rampa Site 31/6 di Baikonur è riuscito, ma ha causato il collasso della piattaforma di servizio nella “flame trench”. La struttura, unica per i voli con equipaggio russi verso la ISS, è ora danneggiata. La riparazione potrebbe richiedere tempo, mettendo a rischio i futuri lanci umani e cargo.

il tratto corsivo

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MOSTRE E INCONTRI

Coelum Cambia Formato: Più Compatto, Più Pratico, Ancora Più Prestigioso

Coelum cambia formato: da rivista a libro, più compatto (17x24 cm), pratico e duraturo, senza rinunciare alla qualità. Con 240 pagine a uscita, sarà distribuito nelle migliori librerie italiane e online. Abbonamenti invariati. Una scelta per affrontare la crisi dell’editoria e continuare a coltivare la passione per l’astronomia.

Coelum è distribuito in libreria: guida per i lettori

Dalla fine di luglio Coelum arriva nelle librerie italiane, grazie alla distribuzione tramite LibroStore. Chiedilo al tuo libraio di fiducia, soprattutto se si tratta di una libreria indipendente: in 3–4 giorni potrà riceverlo. Un passo importante per rendere la rivista più accessibile e libera dai limiti delle spedizioni postali.

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Editoriale COELUM 272

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Il numero 272 di Coelum Astronomia spazia dalla possibile vita passata su Marte al futuro dell'astrofisica solare con l'EST. Include progetti come GINGER per studiare la rotazione terrestre e riflessioni sul ruolo della scienza nella pace. Il VI Simposio degli Ottico-Meccanici Italiani alla Specola Vaticana ha unito esperti in un confronto ricco di passione e conoscenza. Un numero ricco di scienza e ispirazione.

Astrofotografia e Tecnica

Fotografare un Telescopio Spaziale (JWST) a 1,5 milioni di chilometri

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C’è un’emozione particolare nel puntare il telescopio non verso una nebulosa o una galassia lontana, ma verso un altro strumento, un gioiello della tecnologia umana che a sua volta scruta l’Universo: il James Webb Space Telescope (JWST). L’idea di poterlo immortalare dalla Terra, a 1,5 milioni di chilometri di distanza, può sembrare quasi irrealizzabile. Eppure, con costanza, tecnica e un pizzico di fortuna, questa sfida può essere vinta anche da un astrofilo appassionato.

ShaRA#13 – L’Uovo del Drago

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ShaRA#13 è un progetto d’imaging dedicato alla nebulosa NGC 6164, nota come Uovo di Drago, ripresa da due telescopi remoti in Cile con quasi 40 ore di esposizione. Il team ha combinato dati in banda larga e stretta, superando sfide tecniche di allineamento e fusione delle immagini, per ottenere un risultato di grande dettaglio e qualità.

Svelare i poli di Giove con WinJUPOS

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Il testo illustra come usare WinJUPOS per ottenere proiezioni polari ad alta risoluzione di Giove. Spiega la creazione dei file .ims, la derotazione delle immagini per compensare la rapida rotazione del pianeta e la generazione di mappe e proiezioni, incluse quelle polari, utili per analizzare le strutture atmosferiche delle regioni circumpolari.

Una Suite di Strumenti Python per l’Astrofilo Moderno

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L’articolo di Carlo Mollicone presenta una suite di strumenti Python integrati in Siril per ottimizzare l’elaborazione astrofotografica. Dai tool per la gestione dei file e la firma automatica delle immagini, fino agli algoritmi per la rimozione delle scie satellitari, gli script dimostrano come Python renda l’astrofotografia amatoriale più efficiente e scientificamente rigorosa.

Mistero nella Nebulosa dell’Aquila

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Durante una sessione di astrofotografia sulla nebulosa Aquila (M16), un’anomala sorgente luminosa ha attirato l’attenzione di due astrofili. Analisi multibanda, confronti d’archivio e verifiche spettroscopiche indicano un possibile incremento recente in OIII. L’oggetto, distante circa 14 kpc, potrebbe essere una giovane nebulosa planetaria.

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